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Ma cosa significa sono un comunicatore?
Capita spesso che, facendo una professione, si usino termini e vocaboli poco noti, almeno al di fuori della stretta cerchia delle relazioni lavorative. Una cosa simile capita a chi si dichiara COMUNICATORE.
Che significa, allora io sono un comunicatore? Prima di tutto, sgombriamo il terreno da un equivoco che pesa non poco su molti professionisti e sui loro potenziali clienti. Il comunicare è parte integrante dell'essere umano (ed animale); per questo chiunque, a mio avviso, si può definire quello che io chiamo il Comunicatore naturale. Ovvero, persona che entra in relazione con altre ed attraverso la parola, i gesti, i suoni, i movimenti, interagisce e scambia informazioni. Ovviamente, c'è chi lo fa meglio e chi peggio.
Ma la comunicazione oggetto dell'attività del comunicatore è altra cosa. Se tutti possono comunicare non tutti sono bravi comunicatori o, meglio, professionisti della comunicazione. Per esserlo, bisogna affinare metodologie e strumenti del comunicare, apprenderne le segrete regole ed arrivare ad operare scelte capaci di raggiungere gli obiettivi delle organizzazioni per le quali si lavora. Insomma, si passa dalla comunicazione "naturale" alla comunicazione organizzata, consapevole.
E allora, la domanda da porsi non è: ma serve veramente avere un comunicatore al nostro fianco? Ma come individuare il bravo comunicatore, utile sia alle organizzazioni condotte da un comunicatore naturale ( ne abbiamo incrociate tante, nel nostro lavoro) che a quelle che sono lontanissime dall'esserlo. La comunicazione è strategia, metodo, applicazione, sbagli e sconfitte. Il comunicatore professionista è tale perchè conosce le dinamiche ed è capace, ogni volta, di immedesimarsi nel suo cliente, di vedere come lui vede e di aiutarlo ad arrivare a ragguingere gli obiettivi che si è prefissato. Ne più, ne meno. Tutto il resto è fuffa!
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